Africa

A Bukavu, in Repubblica Democratica del Congo, la situazione sta diventando sempre più problematica a causa della pandemia. Le parole del medico Denis Mukwege, premio Nobel per la Pace, descrivono efficacemente cosa vuol dire vivere lì:

temo l’ecatombe perché non abbiamo i mezzi per combatterlo e perché gli africani sono costretti a uscire di casa per procurarsi il cibo. Qui il Coronavirus si accanirà soprattutto contro le donneperché nei pochi ospedali disponibili, le contagiate ci andranno da sole e nessuno si occuperà di loro”

Migliaia di famiglie vivono giorno per giorno, mangiano la sera perché la madre ha potuto vendere qualcosa al mercato. Con i mercati chiusi le madri come possono dar da mangiare ai loro figli? I mercati aperti le esporrebbero invece al contagio, in questo caso chi si occuperebbe delle famiglie? Si trovano di fronte a una tragica scelta: morire di Coronavirus o morire di fame, una terribile condanna a morte.

Alcune di queste famiglie fanno parte dei gruppi AVEC (Association Villa-Geoise d’Epargne et Crédit), grazie al sostegno del Centro Don Bosco di Bukavu, questi gruppi hanno l’obiettivo di aiutare le mamme vulnerabili, dette mamme coraggio, per sostenere le loro attività, come la piccola attività di sartoria o la vendita di generi alimentari nei mercati cittadini.

A causa della diffusione del Covid-19 e delle restrizioni del Governo, portare avanti le loro attività è sempre più complesso, come per Cikuru, madre di 7 figli, abbandonata dal marito, è tornata a vivere dai suoi genitori perché non era in grado di pagare l’affitto. Cikuru vende sacchi di farina al mercato di Muhanzi, ma in questa situazione di emergenza non sa più come fare e chiede aiuto immediato.

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